Il protocollo MIDI nasce all'inizio degli anni ’80.
Sono due ingegneri di Sequential Circuits (SCI), D.Smith e C.Wood, che nel 1981 propongono le prime specifiche del MIDI in un documento pubblicato sotto il nome di "The complete SCI MIDI".
Rendere i nuovi strumenti digitali in grado di comunicare e di sincronizzarsi tra loro era diventata una necessità per i musicisti e per i produttori stessi.
Diversi costruttori, ad esempio Oberheim e Roland, offrivano già sui propri strumenti alcuni sistemi di interfacciamento. Queste interfacce però, basate su algoritmi proprietari, garantivano il proprio funzionamento solo su strumenti dello stesso costruttore, il protocollo di Smith e Wood si presentava invece come un sistema in grado di superare questo limite.
Per garantire la piena compatibilità tra i vari strumenti, al di là della casa produttrice, ogni costruttore fu invitato a partecipare alla stesura definitiva delle prime specifiche MIDI. SCI, Roland, Yamaha e Kawai furono i primi produttori di strumenti digitali ad aderire alla definizione e alla diffusione del MIDI.
Nel 1982 fu presentato ufficialmente il "MIDI 1.0" ossia le specifiche del primo vero standard di interfacciamento tra apparecchiature musicali. Come vedremo in seguito, il progetto iniziale era talmente ben definito da necessitare di pochissimi aggiornamenti nel corso di questi vent'anni. I costruttori che supportano il protocollo MIDI sono riuniti in due associazioni:MMA (costruttori Americani ed Europei) e JMSC (costruttori Giapponesi). Le modifiche da apportare allo standard MIDI vengono discusse ed approvate da queste due associazioni. La diffusione delle specifiche MIDI spetta all'IMA (International Midi Association).
Il primo synt dotato di interfaccia MIDI, fu presentato nel 1983. Si trattava del PROPHET 600 di SCI.